CAPITOLO 1: L’INTONACO

1.1 Definizione Enciclopedica
L’intonaco è una miscela protettiva applicata direttamente alle opere murarie con lo scopo di preservarle dagli agenti degradanti esterni e dai danni strutturali. La sua funzione primaria è quella di proteggere la muratura sigillando i giunti, i vuoti e le fessure tra i mattoni, conferendo alla parete una maggiore stabilità d’insieme.
1.2 Evoluzione Etimologica della Parola
La parola utilizzata in lingua inglese (plaster) ha radici storiche profonde che attraversano diverse lingue dell’antichità:
    • Greco Antico: emplastron (originariamente indicava un impiastro o un unguento curativo).
    • Latino: emplastrum.
    • Latino Medievale: plastrum.
    • Antico Francese: plastre.
    • Inglese Antico / Moderno: plaster.

1.3 Cenni Storici e Archeologia Costruttiva
L’uso dell’intonaco accompagna l’evoluzione delle più grandi civiltà:
    • Antico Egitto: Nelle piramidi sono conservati intonaci che risalgono ad almeno 4.000 anni fa. Gli egizi rivestivano i monumenti con calcare bianco fine. Per riempire i vuoti strutturali impiegavano enormi quantità di gesso e materiale di risulta (rubble). Nei lavori più pregiati applicavano un intonaco a base di gesso cotto sopra un primo strato a base di calce.
    • Magna Grecia (Sicilia): Nei Templi di Agrigento sono visibili resti di intonaci storici formulati con calce e polvere di tufo. Il tufo, derivante dalla frantumazione di rocce sedimentarie, fornisce un calcare microcristallino con una purezza di carbonato di calcio superiore al 98%.
    • Architettura in Terra Cruda: Diffusa in epoche diverse, dal Tempio di Edfu in Egitto (III secolo a.C.) fino all’Abbazia Benedettina di Tortona in Italia (XIII secolo d.C.). Queste strutture presentano pareti realizzate con mattoni di terracotta alternati a mattoni di terra cruda non cotta, dove per terra cruda si intende un’argilla naturale miscelata con sabbie di diverse granulometrie.

1.4 La Regola d’Arte Multistrato (Il Sistema Vitruviano)
Nel periodo romano, l’architetto Vitruvio (80 a.C. – 15 a.C.) codificò il metodo di applicazione dell’intonaco in tre strati successivi, tecnica tuttora alla base della moderna manualistica:
    1. Primo Strato (Rinzaffo / Roughcast): Applicato a diretto contatto con la muratura. È uno strato sottile che riempie le cavità con la malta per preparare la superficie.
    2. Secondo Strato (Intonaco vero e proprio): Ha una granulometria degli aggregati fino a 1,5 mm di diametro. Viene applicato con uno spessore standard compreso tra 1,5 e 2 cm.
    3. Terzo Strato (Rasatura / Skim Coat): Lo strato di finitura che protegge l’intonaco e rende la superficie uniforme e liscia. Ha una granulometria finissima (diametro massimo inferiore a 800 micron) e uno spessore inferiore a 3 mm.

1.5 Classificazione in Base al Legante
I sistemi di intonacatura si dividono in tre macro-categorie a seconda del legante utilizzato e della destinazione d’uso:
    • Intonaco a base Calce: Soluzione storica traspirante. Cattura e ridistribuisce l’umidità presente nell’aria, rendendolo ideale per il restauro di edifici storici.
    • Intonaco a base Gesso: Indicato esclusivamente per ambienti interni asciutti e privi di umidità, dove si ricercano superfici perfettamente specchiate e lisce.
    • Intonaco a base Cemento: Composto da cemento, acqua e aggregati. Offre massima versatilità, resistenza meccanica, robustezza e protezione idrofoba.

1.6 Formulazione Chimica e Tecnologia degli Additivi (Focus Cemento)

Un intonaco cementizio industriale performante non è una semplice miscela di sabbia e cemento, ma segue una curva granulometrica chiusa (es. Curva di Fuller) studiata per minimizzare i vuoti interni e massimizzare la compattezza.
    • Matrice di Base: Circa il 16% di cemento, acqua e aggregati fini selezionati fino a 1,5 mm.
    • Controllo della Densità e Lavorabilità (Additivi Aeranti): Per facilitare la stesura a mano o la proiezione a macchina, l’intonaco deve incorporare un volume controllato di aria pari al 18-22%. L’introduzione di PENTAMIX AER 205 (dosaggio ~0,015%) genera una fitta rete di micro-bolle d’aria stabilizzate che agiscono da “cuscinetti a sfera”. Ciò fluidifica la malta sotto sforzo (migliorando la lavorabilità) e offre camere di espansione per l’acqua in fase di congelamento, conferendo un’elevata resistenza al gelo/disgelo in inverno.
    • Stabilità Verticale e Reologia (Eteri di Amido): Per evitare lo scivolamento e l’effetto “spanciamento” della malta fresca applicata ad alto spessore su pareti verticali, si introduce l’etere di amido PENTAMIX ADX 125  oppure PENTAMIX ADX 115(dosaggio ~0,015%), Questi additivi aumentano la tissotropia del sistema, bloccando la colata della malta durante il tempo di presa senza comprometterne la stendibilità.
    • Ritenzione D’acqua (Anti-Bruciatura) e Prevenzione delle Fessurazioni (Eteri di Cellulosa modificati ): L’applicazione di malte fresche su supporti molto assorbenti (es. mattoni forati o blocchi in laterizio asciutti) espone il sistema al grave rischio di “bruciamento” (essiccazione prematura). Il supporto asciutto risucchia l’acqua d’impasto per capillarità prima che il cemento completi la sua idratazione chimica, causando ritiri improvvisi, fessurazioni macroscopiche e perdita di resistenza meccanica. L’inserimento dell’etere di cellulosa ad alte prestazioni PENTA EC 25 M (dosaggio 0,1 – 0,15%), che agisce come una spugna microscopica che trattiene l’acqua all’interno della matrice cementizia, rilasciandola lentamente e garantendo un’asciugatura perfettamente omogenea. Evita il fenomeno della “bruciatura” (il mattone asciutto assorbe l’acqua della malta troppo rapidamente, bloccando l’idratazione del cemento e causando crepe e fessurazioni).
    • Sistemi Polifunzionali Monocomponente: Al fine di ottimizzare la logistica industriale e minimizzare gli errori di dosaggio in fabbrica, Pentachem ha sviluppato additivi combinati in polvere:
    • PENTAGEL I 100/NM (per cemento) (dosaggio 0,13% – 0,18%): Dedicato agli intonaci cementizi; racchiude in un unico additivo le proprietà aeranti, tissotropiche, di ritenzione idrica e di facilità di stesura.
    • PENTAGEL IGM 807 sr (per gesso) (dosaggio 0,27% – 0,30%): Formulazione specifica per intonaci a base gesso, che conferisce le medesime proprietà reologiche escludendo l’agente ritardante.